I Prezzi al Consumo Calano a Giugno 2026 a Causa della Riduzione dei Costi Energetici, ma i Rischi di Inflazione Persistono a Causa delle Tensioni tra Stati Uniti e Iran

07/14/2026, 09:38 AM business forecast finance

A giugno, l'indice dei prezzi al consumo è aumentato del 3,5% su base annua, in calo rispetto al 4,2% di maggio, segnando il primo calo annuale da gennaio.

Questa diminuzione è stata principalmente guidata da un significativo abbassamento dei prezzi dell'energia, con i prezzi della benzina che sono scesi di circa il 10% e i prezzi del petrolio greggio che sono diminuiti da oltre 90 dollari a circa 73 dollari al barile.

Gli economisti, tra cui Mark Zandi di Moody's, suggeriscono che mentre il peggio potrebbe essere passato per l'inflazione, il potenziale di un conflitto rinnovato in Medio Oriente rappresenta un rischio per le future pressioni inflazionistiche.

Goldman Sachs ha evidenziato che un'escalation seria delle tensioni tra Stati Uniti e Iran potrebbe portare a un aumento dell'inflazione e a tassi d'interesse più elevati. Il calo mensile del CPI dello 0,4% a giugno è stato il più grande dal aprile 2020, con l'energia che è stata il principale contributore a questa diminuzione.

Tuttavia, altre categorie come l'alloggio e il cibo hanno visto aumenti dei prezzi, indicando tendenze miste all'interno del CPI.

Nonostante il recente sollievo nell'inflazione, analisti come Tom Porcelli di Wells Fargo credono che, a meno di rinnovate tensioni geopolitiche, l'inflazione continuerà probabilmente a moderarsi, riducendo la probabilità che la Federal Reserve aumenti i tassi d'interesse nel breve termine.

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