Secondo un recente rapporto di Goldman Sachs, la performance delle valute asiatiche è sempre più legata al settore dell'intelligenza artificiale, in particolare quelle collegate alle esportazioni di semiconduttori.
Il won sudcoreano, il dollaro di Taiwan, il dollaro di Singapore e il ringgit malese hanno mostrato una performance più forte rispetto a valute come il baht tailandese e il peso filippino, che sono più colpite dall'aumento dei costi energetici.
Il dollaro statunitense si è rafforzato quest'anno, spinto dall'aumento dei prezzi del petrolio e da una Federal Reserve aggressiva, ma Goldman prevede che la divergenza tra le valute asiatiche persisterà finché gli investimenti in IA continueranno a prosperare.
Si prevede che il surplus della bilancia dei pagamenti della Corea del Sud raggiunga quasi 300 miliardi di dollari, ovvero il 13,9% del PIL, sostenuto dalle esportazioni di semiconduttori guidate dall'IA. Allo stesso modo, si prevede che il surplus della bilancia dei pagamenti di Taiwan raggiunga il 25% del PIL, con le esportazioni in crescita a un ritmo notevole.
Anche lo yuan si è apprezzato rispetto al dollaro quest'anno, supportato da una forte produzione ad alta tecnologia, nonostante un'economia generalmente sopita.
Goldman Sachs mantiene un outlook ottimista sul won sudcoreano, sul dollaro di Taiwan, sulla rupia indiana e sul ringgit malese, mentre esprime opinioni pessimistiche sul baht tailandese e sulla rupia indonesiana a causa di varie sfide economiche. Il rapporto sottolinea l'impatto significativo della crescita legata all'IA sulla performance valutaria nella regione.