La Francia si trova di fronte a un momento critico mentre le sue finanze pubbliche si deteriorano in un contesto di stallo politico. Il paese ha costantemente violato le regole di deficit e debito del bilancio dell'UE, con un deficit pari al 5,1% del PIL e un rapporto debito/PIL che supera il 115%.
Il Fondo Monetario Internazionale prevede che il debito pubblico lordo potrebbe raggiungere il 118,5% del PIL entro il 2026 e superare il 120% nel 2027. Il panorama politico è caratterizzato da instabilità, come dimostrato dal rapido avvicendamento di primi ministri e dalle fratture ideologiche all'interno dell'Assemblea Nazionale.
Questa instabilità ha contribuito all'aumento dei rendimenti obbligazionari, con i titoli di stato francesi a 10 anni che hanno recentemente raggiunto il 4,13%, il livello più alto dal 2008. Gli analisti esprimono preoccupazione che, senza significative riforme fiscali, la Francia potrebbe affrontare una 'rivolta del mercato obbligazionario'.
Le prossime elezioni presidenziali del 2027 aggiungono un ulteriore strato di incertezza, in particolare con la candidata di estrema destra Marine Le Pen che sostiene drastiche riduzioni della spesa. Tuttavia, rimane scetticismo riguardo alla volontà politica di attuare i necessari aggiustamenti fiscali.
Mentre il mercato anticipa il bilancio del 2027, ci sono timori che il fallimento nel stabilizzare le finanze pubbliche possa portare a ulteriore volatilità nei mercati obbligazionari, con i titoli francesi già scambiati a valutazioni inferiori rispetto ai titoli italiani, una inversione delle tendenze storiche.
Gli investitori si chiedono se il governo possa trovare la determinazione per affrontare queste pressanti sfide fiscali prima che le pressioni di mercato aumentino.