Il CEO di Baker Hughes, Lorenzo Simonelli, ha espresso ottimismo riguardo a un 'decennio della domanda' in arrivo, alimentato dall'IA, dalla crescita della popolazione e dalle esigenze dei paesi in via di sviluppo, che richiederanno un aumento degli investimenti di capitale nelle infrastrutture energetiche.
Tuttavia, ha riconosciuto che tradurre questa domanda in redditività potrebbe essere difficile. Il CEO di RWE, Markus Krebber, ha evidenziato la natura duplice dell'attuale panorama degli investimenti, dove esistono opportunità accanto a sfide come le tensioni geopolitiche e i problemi della catena di approvvigionamento.
Ha osservato che, mentre la domanda di elettricità è guidata dall'IA e dall'elettrificazione, l'ambiente di investimento rimane complesso. Il CEO di BP, Meg O'Neill, ha sottolineato l'importanza di considerare l'ampia gamma di previsioni sulla domanda energetica globale, specialmente poiché i nuovi progetti di petrolio e gas richiedono anni per essere sviluppati.
Ha anche menzionato la necessità di pianificare per un ambiente a prezzi più bassi a causa delle incertezze sui prezzi del petrolio. In generale, si prevede che l'attività del settore aumenti modestamente entro il 2027, ma il conflitto in corso in Medio Oriente ha messo in evidenza la necessità di un'infrastruttura energetica più resiliente, inclusi stoccaggi e oleodotti.
Il CEO di Schneider Electric, Olivier Blum, ha osservato che, sebbene alcuni progetti si siano rallentati a causa di conflitti regionali, le prospettive a medio termine per gli investimenti infrastrutturali sono migliorate.
Inoltre, Richard Bronze di Energy Aspects ha avvertito di un potenziale eccesso di offerta nei mercati petroliferi entro il 2027 e il 2028 se i flussi mediorientali si stabilizzano, complicando ulteriormente le decisioni di investimento.