Le partecipazioni straniere nelle azioni indiane sono scese a un minimo storico del 14%, sollecitando richieste per l'eliminazione della tassa sulle plusvalenze a lungo termine (LTCG) per gli investitori di portafoglio stranieri.
La PHD Chamber of Commerce and Industry ha esortato il governo ad abolire questa tassa, sostenendo che era stata aumentata quando il mercato stava performando bene e dovrebbe essere rivalutata date le condizioni attuali. La Ministra delle Finanze Nirmala Sitharaman ha riconosciuto i deflussi e sta considerando queste richieste.
Nonostante i potenziali benefici di una riduzione fiscale, esperti come Amit Bhartia di Delorean Partners avvertono che potrebbe non essere sufficiente a invertire la tendenza del capitale straniero che esce dall'India, poiché gli investitori sono più concentrati sui rendimenti attesi che sugli incentivi fiscali.
Il mercato indiano affronta molteplici rischi, comprese le tensioni geopolitiche e le incertezze economiche, che hanno contribuito alla sua scarsa performance rispetto ad altri mercati emergenti.
Il rapporto di Bernstein evidenzia che le valutazioni dell'India rimangono elevate rispetto ai concorrenti e, sebbene si preveda un miglioramento della crescita degli utili nei mercati emergenti, la previsione per l'India è significativamente più bassa.
Il sentiment generale indica che, sebbene una riduzione fiscale possa fornire un certo sollievo, le condizioni economiche e di mercato più ampie devono migliorare per attrarre investimenti stranieri in modo sostenibile.