I recenti risultati elettorali indicano che i Democratici deterranno una maggioranza sia al Senato che alla Camera, permettendo loro di sfidare l'agenda di politica estera del Presidente Trump in modo più efficace.
Gli esperti suggeriscono che, sebbene Trump mantenga un'autorità significativa, in particolare nell'esecuzione della politica estera, la maggioranza democratica potrebbe portare a una maggiore supervisione e potenziali vincoli sulla spesa militare relativa a Iran e Ucraina.
Laurel Rapp del Chatham House ha sottolineato che il conflitto in Iran è diventato una questione critica in mezzo all'aumento dell'inflazione e dei costi, e i Democratici potrebbero sfruttare il loro controllo per limitare il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra. J.C.
Lintzenich del German Marshall Fund ha enfatizzato che, nonostante il cambiamento nel Congresso, il presidente detiene ancora un potere sostanziale, ma le nuove dinamiche congressuali porteranno probabilmente a una supervisione più rigorosa e a un'azione legislativa riguardo al finanziamento della politica estera e agli impegni militari.