Il Presidente Donald Trump ha respinto l'offerta condizionata dell'Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz e riprendere le negoziazioni nucleari, indicando una potenziale escalation delle azioni militari contro l'Iran in seguito alle prossime elezioni di metà mandato.
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva proposto che se gli Stati Uniti avessero soddisfatto determinate condizioni, tra cui l'arresto dell'aggressione militare e il rilascio dei beni iraniani, lo stretto sarebbe stato riaperto entro una settimana. Tuttavia, Trump rimane scettico sulla volontà dell'Iran di conformarsi e prevede una rinnovata campagna di bombardamenti.
Nel frattempo, la coalizione guidata dai sauditi ha intercettato missili e droni lanciati dai ribelli Houthi sostenuti dall'Iran, complicando ulteriormente il panorama della sicurezza regionale.
Il conflitto in corso ha già portato a fluttuazioni significative nei prezzi del petrolio, con il greggio West Texas Intermediate che è sceso del 2,3% a 92,41 dollari al barile e il greggio Brent che è calato del 2,1% a 104,32 dollari, nonostante gli aumenti dall'inizio dell'anno del 61% e del 71%, rispettivamente.
La situazione rimane fluida mentre i negoziati continuano attraverso mediatori, con il potenziale per ulteriori impatti sui mercati energetici globali e sull'inflazione.