L'ingiunzione temporanea, concessa dalla giudice del tribunale distrettuale della California Araceli Martínez-Olguín, sospende la fusione per 14 giorni a seguito di una causa intentata dal procuratore generale della California Rob Bonta.
La causa sostiene che la fusione potrebbe violare le leggi antitrust controllando potenzialmente quasi un terzo dei film e della programmazione via cavo di base, il che, secondo Bonta, porterebbe a prezzi più elevati e contenuti di qualità inferiore per i consumatori.
Il team legale di Paramount sostiene che la fusione è pro-competitiva e migliorerebbe la qualità dei contenuti e gli investimenti nella produzione. L'accordo ha già ricevuto l'approvazione dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e da diverse giurisdizioni globali, con una data di chiusura prevista per il 30 settembre.
Tuttavia, se la fusione viene ritardata oltre questa data, Paramount potrebbe affrontare costi significativi, inclusa una commissione di 650 milioni di dollari per trimestre e una penale di 7 miliardi di dollari se questioni normative impediscono la chiusura dell'accordo.
L'esito di questa sfida legale potrebbe avere implicazioni più ampie per il settore dei media, soprattutto poiché segue una causa simile che coinvolge un'altra fusione mediatica tra Nexstar Media Group e Tegna.