Mercoledì, i futures del Brent sono scesi dello 0,3% a 72,72 dollari al barile, mentre i futures del West Texas Intermediate sono diminuiti dello 0,5% a 69,17 dollari. Questa diminuzione segue un significativo calo dei prezzi nel mese scorso, con il Brent che ha registrato una diminuzione del 21% e il WTI oltre il 20%.
La situazione è aggravata dall'annuncio dell'Iran di non partecipare ai colloqui con i delegati statunitensi in Qatar, il che solleva dubbi sull'accordo di pace provvisorio stabilito il mese scorso, volto a stabilizzare i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questa via d'acqua è cruciale, gestendo circa il 20% del traffico petrolifero mondiale.
Gli analisti di ING hanno osservato che, nonostante le recenti tensioni, c'è un'ottimistica prospettiva per un recupero dell'offerta in Medio Oriente, sebbene i movimenti limitati delle petroliere suggeriscano cautela tra i proprietari delle navi. Se il traffico delle petroliere aumenterà, potrebbe mettere in discussione le attuali aspettative di un aumento dei prezzi del petrolio.