La reazione contro il recente accordo del presidente Trump che consente alla Russia di esportare 4,8 milioni di tonnellate metriche di carburante diesel si è intensificata, con dodici senatori—sei di ciascun partito—che hanno firmato una lettera esortandolo a revocare l'accordo.
Questo accordo, annunciato dopo una telefonata con il presidente Putin, è criticato come un potenziale vantaggio finanziario per la Russia in mezzo al suo conflitto in corso in Ucraina. I senatori repubblicani, tra cui Thom Tillis e Susan Collins, sostengono che l'intesa mina le sanzioni statunitensi e potrebbe finanziare le azioni militari della Russia.
Affermano che l'accordo non allevierà significativamente i prezzi elevati del diesel per gli americani, contraddicendo le affermazioni di Trump secondo cui avrebbe aiutato a ridurre i costi. I senatori sottolineano che consentire il diesel russo nel mercato potrebbe indebolire il potere negoziale degli Stati Uniti e chiedono una posizione più forte contro l'aggressione della Russia.
Nonostante le critiche, Trump rimane fermo nella sua decisione, affermando che serve gli interessi americani.