I Democratici al Congresso e i gruppi per i diritti civili sono allarmati da una proposta di regola dell'amministrazione Trump che cerca di escludere i non cittadini senza status di residente permanente dal censimento degli Stati Uniti.
Questa modifica, se attuata, potrebbe spostare la rappresentanza congressuale lontano dalle aree con popolazioni immigrate più elevate e ridurre i finanziamenti federali per servizi essenziali come l'istruzione e la sanità.
I critici, tra cui Meeta Anand della Leadership Conference on Civil and Human Rights, prevedono che questa proposta affronterà probabilmente sfide legali, poiché contraddice la direttiva del 14° Emendamento di contare tutte le persone in ogni stato. I sostenitori della regola sostengono che contare i non cittadini incoraggia l'immigrazione illegale e diluisce il potere di voto dei cittadini.
La proposta potrebbe portare a cambiamenti significativi nelle allocazioni dei seggi congressuali, con stati come la Florida e il Texas che potrebbero perdere rappresentanza, mentre altri come il Minnesota e l'Ohio potrebbero guadagnare seggi.
Inoltre, l'esclusione dei non cittadini potrebbe compromettere i finanziamenti per programmi che supportano le popolazioni a basso reddito, per un ammontare di trilioni di dollari. Il piano dell'amministrazione è ancora nella fase di commento fino al 2 novembre, e eventuali modifiche sarebbero difficili da invertire prima del prossimo censimento nel 2030.
Il Dipartimento del Commercio, che sovrintende al censimento, non ha fornito commenti sulla proposta, e le implicazioni politiche di questa regola potrebbero avere effetti duraturi sulla rappresentanza e sull'allocazione delle risorse negli Stati Uniti.