Il Bureau of Labor Statistics ha riportato che i posti di lavoro non agricoli sono aumentati di appena 29.000 a settembre, significativamente al di sotto delle aspettative degli economisti del Dow Jones di 84.000. Questa cifra deludente, insieme a un aumento del tasso di disoccupazione al 4,2%, suggerisce un indebolimento del mercato del lavoro.
Inoltre, i guadagni occupazionali dei mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso, rivelando un totale di 60.000 posti di lavoro in meno rispetto a quanto inizialmente riportato.
Le reazioni del mercato sono state immediate, con i futures azionari che sono aumentati bruscamente e i rendimenti del Tesoro che sono diminuiti, poiché i trader hanno interpretato i deboli dati occupazionali come un segnale che la Federal Reserve è probabile che mantenga i tassi d'interesse attuali nella sua prossima riunione.
Thomas Simons, economista capo degli Stati Uniti presso Jefferies, ha osservato che questi dati dovrebbero eliminare la possibilità di un aumento dei tassi a ottobre.
Sebbene l'indagine sulle famiglie abbia indicato un mercato del lavoro più sano con un aumento di 406.000 posti di lavoro, i risultati dell'indagine sulle imprese hanno sollevato preoccupazioni sulle tendenze occupazionali complessive.
Nonostante la debole crescita occupazionale, l'inflazione rimane un problema pressante, con l'inflazione di base al 3% e la crescita salariale a un minimo di cinque anni del 3%.
Il rapporto evidenzia un panorama economico complesso in cui la crescita occupazionale è lenta, ma gli indicatori economici più ampi mostrano forza, complicando il processo decisionale della Federal Reserve riguardo ai tassi d'interesse.