A maggio, le esportazioni del Giappone sono cresciute a un tasso notevole del 17% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, superando le aspettative degli economisti del 16,2%.
Questa crescita è stata principalmente alimentata da un aumento del 61,2% delle esportazioni di semiconduttori, attribuito alla crescente domanda di tecnologie di intelligenza artificiale, e da un incremento del 16,4% delle spedizioni di automobili.
In particolare, le esportazioni verso la Cina, il principale partner commerciale del Giappone, sono aumentate del 17,9%, mentre le spedizioni verso gli Stati Uniti sono cresciute del 12,5%. Tuttavia, le esportazioni verso il Medio Oriente sono diminuite del 32% a causa del conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran.
Sul fronte delle importazioni, il Giappone ha registrato un aumento del 12,5%, che, sebbene significativo, è risultato inferiore al previsto 12,8%. Il contesto economico complessivo è sostenuto da una crescita sequenziale dello 0,5% dell'economia giapponese nel primo trimestre e da un tasso di crescita annualizzato dell'1,8%.
Questi dati seguono la recente decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di politica monetaria di 25 punti base all'1%, il livello più alto in oltre 30 anni, in risposta all'aumento dell'inflazione e a uno yen debole.
Sebbene uno yen più debole possa migliorare la competitività delle esportazioni, solleva anche preoccupazioni riguardo all'inflazione importata e al potere d'acquisto domestico. Dopo la pubblicazione di questi dati, l'indice Nikkei 225 del Giappone è sceso dello 0,5% e lo yen è stato scambiato a 160,4 contro il dollaro statunitense.
Inoltre, l'indagine Tankan di Reuters ha indicato un miglioramento del sentiment aziendale tra i grandi produttori, con l'indice che è salito a +13 a giugno, suggerendo un outlook positivo tra le imprese.