Il ministero del petrolio iracheno ha espresso la necessità di una revisione delle sue quote di produzione di petrolio, dopo rapporti secondo cui il paese potrebbe considerare di lasciare l'OPEC a causa dell'insoddisfazione per la sua attuale quota.
Essendo il secondo maggiore esportatore di petrolio dell'OPEC, l'influenza dell'Iraq è notevole, specialmente dopo la partenza degli Emirati Arabi Uniti dal gruppo.
Il governo iracheno ha chiarito di non aver ufficialmente deciso di ritirarsi dall'OPEC, ma le discussioni in corso sulle quote sono critiche data la forte dipendenza dell'Iraq dalle esportazioni di petrolio, che rappresentano una parte sostanziale del suo PIL.
La situazione geopolitica ha ulteriormente complicato le capacità di esportazione di petrolio dell'Iraq, in particolare dall'inizio del conflitto che coinvolge gli Stati Uniti e Israele contro l'Iran. In risposta, l'Iraq ha approvato piani per aumentare le esportazioni di greggio attraverso il gasdotto Kurdistan-Turchia, mirando a incrementare significativamente le sue spedizioni.
Questo nuovo percorso potrebbe alleviare alcune delle pressioni economiche derivanti dalla sua dipendenza dalle esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz, che sono state gravemente colpite dal conflitto in corso.
I dati di QuantCube Technology indicano che le esportazioni complessive dell'Iraq sono diminuite drasticamente dall'inizio del conflitto, sottolineando l'urgenza della situazione per l'economia irachena e il suo settore petrolifero.