Il presidente Donald Trump ha intensificato la pressione sull'Iran, affermando che gli Stati Uniti 'cancellerebbero l'Iran' o lascerebbero la sua economia 'marcire' a meno che non venga raggiunto un accordo. Questa retorica arriva mentre funzionari iraniani, guidati dal presidente Masoud Pezeshkian, si preparano a partecipare all'Assemblea Generale dell'ONU a New York.
L'esercito iraniano ha avvertito di una retaliatory 'dolorosa' contro qualsiasi azione degli Stati Uniti, indicando un potenziale aumento del conflitto nella regione. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha emesso un avviso di sicurezza, consigliando agli americani di rimanere vigili a causa dell'aumento del rischio di escalation.
Recenti attacchi missilistici da parte dei militanti Houthi sostenuti dall'Iran in Arabia Saudita hanno ulteriormente inasprito la situazione, sebbene le difese saudite abbiano intercettato con successo queste minacce.
Nonostante le crescenti tensioni, i prezzi del petrolio sono recentemente diminuiti, con i futures del Brent che sono scesi a 102,15 dollari al barile e il West Texas Intermediate a 98,46 dollari.
Gli analisti del Eurasia Group prevedono che i prezzi del petrolio rimarranno elevati, stimando che il Brent si scambierà tra 90 e 110 dollari al barile per il resto dell'anno, poiché qualsiasi recupero nelle spedizioni di petrolio dall'Arabia Saudita è improbabile che allevi il deficit complessivo del mercato.
La leadership iraniana sembra impegnata a mantenere una posizione di resistenza mentre negozia da una posizione di forza, complicando la prospettiva di una risoluzione diplomatica.