La società di intermediazione globale Bernstein ha indicato che gli investitori stranieri sono sempre più disillusi dalle aziende a grande capitalizzazione indiane, che non sembrano evolversi per soddisfare le esigenze di un panorama economico in cambiamento.
Il rapporto critica queste aziende per concentrarsi sui successi passati piuttosto che investire in opportunità di crescita future, in particolare nelle tecnologie emergenti come i veicoli elettrici e i semiconduttori.
Di conseguenza, gli investitori di portafoglio stranieri hanno venduto 1,7 miliardi di dollari in azioni indiane solo a settembre, contribuendo a un totale di quasi 26 miliardi di dollari in vendite quest'anno, segnando il deflusso più alto mai registrato.
L'indice Nifty 50 è diminuito di oltre il 10% da gennaio, rendendolo uno dei mercati con le peggiori performance a livello globale, nonostante l'India mantenga la sua posizione di economia maggiore in più rapida crescita. La disparità tra le performance delle large cap e delle mid cap è notevole, con le aziende mid cap che riportano una crescita degli utili del 31% rispetto all'11% del Nifty 50.
Bernstein riconosce il potenziale delle piccole e medie imprese, ma sottolinea le loro limitazioni per investimenti istituzionali di grandi dimensioni a causa della bassa liquidità e copertura. Inoltre, attori principali come Reliance Industries e HDFC Bank stanno scambiando vicino ai loro minimi di 52 settimane, e il settore IT affronta sfide a causa dei progressi nell'IA.
Bernstein conclude che, anche se le condizioni del mercato globale migliorano, è improbabile un'inversione significativa nei flussi di capitale straniero verso l'India.