Mercoledì, i titoli di stato in tutto il mondo hanno continuato a diminuire, spingendo i rendimenti ai massimi pluridecennali. Il rendimento dei bund tedeschi a 10 anni è salito al 3,375%, il livello più alto dal 2011, mentre il rendimento giapponese a 10 anni ha superato il 3% per la prima volta in 30 anni, raggiungendo il 3,016%.
Il rendimento del Treasury a 10 anni degli Stati Uniti è rimasto sopra il 4,8%, e i gilt britannici a 10 anni hanno toccato il 5,25%, segnando un massimo dal 2008. Questo sell-off è attribuito principalmente a rinnovate pressioni inflazionistiche, aggravate dal conflitto in Medio Oriente, che ha fatto salire i prezzi del petrolio.
Gli investitori sono sempre più preoccupati per la salute fiscale e i livelli elevati di debito delle principali economie, tra cui Stati Uniti, Giappone e Francia. Si prevede che le banche centrali attueranno aumenti dei tassi d'interesse, che tipicamente influenzano negativamente i prezzi delle obbligazioni.
Le recenti osservazioni aggressive del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, e l'atteso aumento dei tassi da parte della Banca Centrale Europea dopo i dati sull'inflazione dell'UE contribuiscono ulteriormente a questo sentimento.
Anche i mercati azionari hanno reagito negativamente, con i principali indici statunitensi in calo per tre sessioni consecutive, insieme a perdite nei mercati europei e asiatici.
George Maris, Chief Investment Officer di Principal Asset Management, ha osservato che l'aumento del costo del rischio e del denaro è indicativo di un ambiente di mercato più precario, soprattutto considerando i livelli elevati di debito globale e la mancanza di volontà politica per affrontare queste questioni.
Questa situazione presenta rischi per gli investitori mentre si sviluppa in un contesto di sana crescita economica globale, suggerendo una potenziale instabilità futura.