Una nave portacontainer registrata a Singapore, la GFS Pride, è affondata dopo essere stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz, aumentando le tensioni mentre l'Iran minacciava le navi da guerra statunitensi.
L'incidente ha sollevato preoccupazioni nei mercati petroliferi, spingendo i prezzi del petrolio Brent a 106,06 dollari al barile e il West Texas Intermediate a 95,09 dollari. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha contestato le affermazioni iraniane di controllo sullo Stretto, sottolineando la presenza militare americana.
L'aumento dei prezzi del petrolio ha contribuito a un tasso di inflazione dei consumatori negli Stati Uniti superiore alle attese, che è aumentato del 3,7% su base annua a settembre.
Questa pressione inflazionistica, insieme ai prezzi elevati della benzina che mediamente si attestano a 4,33 dollari al gallone, ha portato a un calo dei mercati, con l'S&P 500 e il Nasdaq Composite in diminuzione rispettivamente dell'1,11% e dell'1,88%.
Inoltre, il recente accordo del presidente Trump per allentare le restrizioni sulle esportazioni di diesel russo non si prevede che riduca significativamente i prezzi dei carburanti. Nel settore tecnologico, Netflix ha annunciato licenziamenti che riguardano circa 1.000 dipendenti, mentre OpenAI affronta sfide legali da parte di più stati riguardo alla sicurezza del suo prodotto ChatGPT.
Nel frattempo, i ministri delle finanze del G20 si stanno incontrando a Bangkok, con discussioni sulla politica fiscale degli Stati Uniti e sulla gestione del debito evidenziate dalla richiesta della direttrice generale del FMI, Kristalina Georgieva, di necessari aggiustamenti di bilancio.