La Banca del Giappone (BOJ) ha dichiarato che l'inflazione è ora 'generalmente coerente' con il suo obiettivo del 2% per la prima volta da quando è stato stabilito nel 2013. Questo annuncio coincide con la decisione della BOJ di mantenere il tasso di politica al 1,25%, il livello più alto dal 1995, nonostante un voto diviso tra i membri del consiglio.
Il membro del consiglio Hajime Takata ha dissentito, sostenendo un aumento del tasso al 1,5%. Un sondaggio di 16 economisti ha indicato un consenso sul fatto che la BOJ è probabile che si prepari a un aumento dei tassi entro dicembre o gennaio, spinta dall'aumento dell'inflazione domestica e dei salari.
Il sondaggio ha anche suggerito che il tasso terminale potrebbe raggiungere tra l'1,75% e il 2% entro metà 2027. L'inflazione in Giappone è stata influenzata da uno yen debole e da alti prezzi dell'energia, sebbene alcuni esperti ritengano che i dati attuali sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) siano moderati dai sussidi energetici.
Dati recenti hanno mostrato che l'inflazione core per settembre ha raggiunto il 2,1%, superando le aspettative, mentre i salari corretti per l'inflazione sono aumentati dell'1,5% su base annua ad agosto, indicando un potenziale per un'inflazione guidata dai salari.
Il Ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha osservato che il Giappone potrebbe essere sull'orlo di un periodo di inflazione sostenuta, sottolineando ulteriormente l'importanza di questi sviluppi per gli investitori e l'economia più ampia.