Il Comitato Americano per gli Affari Pubblici Israeliani (AIPAC) ha annunciato che smetterà di sostenere i candidati e di effettuare contributi diretti ai PAC, un'inversione rispetto alla sua strategia precedente di cinque anni fa.
Questa decisione arriva mentre l'organizzazione affronta un crescente backlash politico, specialmente tra i Democratici, dove il supporto per Israele è diventato controverso. AIPAC continuerà a gestire il suo super PAC, il United Democracy Project, ma si concentrerà invece sulla mobilitazione di donatori individuali.
La portavoce di AIPAC, Deryn Sousa, ha sottolineato l'obiettivo di espandere il coinvolgimento politico all'interno della comunità.
Il gruppo ha riconosciuto che il panorama politico per il 2026 è particolarmente difficile, con un significativo cambiamento nel sentimento pubblico; un sondaggio del Pew Research Center ha indicato che l'80% dei Democratici ora vede Israele in modo sfavorevole, rispetto al 53% nel 2022.
AIPAC è storicamente stato un attore principale nel finanziamento delle campagne, contribuendo con circa 105,1 milioni di dollari in questo ciclo elettorale attraverso il suo PAC e super PAC. Tuttavia, i suoi recenti interventi non hanno sempre prodotto risultati favorevoli, come dimostrato nelle primarie del Senato Democratico del Michigan, dove ha speso oltre 30 milioni di dollari ma ha perso.
Il passaggio a donazioni individuali potrebbe offuscare l'influenza di AIPAC nei registri del finanziamento delle campagne, poiché questi contributi non saranno etichettati come sostenuti da AIPAC, complicando potenzialmente la sua strategia politica in futuro.