Goldman Sachs ha adottato una visione più pessimistica sullo yen giapponese, prevedendo un calo del suo valore rispetto al dollaro statunitense, con proiezioni di 162 yen per dollaro in tre mesi, 163 in sei mesi e 165 in dodici mesi. Questo cambiamento avviene mentre lo yen ha recentemente raggiunto il suo livello più basso rispetto al dollaro in 40 anni.
La banca attribuisce questa tendenza a una combinazione di rendimenti statunitensi persistentemente elevati, bassi rischi di recessione e graduali aumenti dei tassi di interesse da parte della Banca del Giappone (BoJ).
Goldman osserva che le precedenti interventi delle autorità giapponesi hanno fornito solo un sollievo temporaneo e, senza un significativo shock negativo alla crescita statunitense o una posizione più aggressiva da parte della BoJ, si prevede che il declino dello yen continui.
Inoltre, Goldman prevede che il dollaro rimarrà forte a causa degli investimenti in corso nell'intelligenza artificiale e delle interruzioni dell'approvvigionamento energetico.
La banca ha anche rivisto al ribasso le sue previsioni sull'euro ed espresso ottimismo per alcune valute dei mercati emergenti, come la rupia indiana e il peso colombiano, suggerendo che gli investitori potrebbero utilizzare sempre più lo yen per finanziare investimenti in mercati a rendimento più elevato.