L'esercito statunitense ha concluso una settima notte consecutiva di attacchi contro l'Iran, prendendo di mira le capacità logistiche militari e marittime.
Questa escalation si verifica mentre la fragile tregua stabilita il mese scorso mostra segni di cedimento, con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran che afferma di aver bloccato le navi che tentavano di navigare sotto la protezione statunitense nello Stretto di Hormuz.
La situazione ha portato a disordini nella navigazione commerciale, con il Kuwait che riporta attacchi alla sua infrastruttura e Kuwait Airways che riprogramma i voli a causa di 'attacchi missilistici e droni ostili.' I prezzi del petrolio hanno reagito bruscamente, con il Brent che è salito del 4,6% a 88,10 dollari al barile e il West Texas Intermediate che ha guadagnato il 4,5% a 82,49 dollari, segnando i loro livelli più alti da metà giugno.
Gli analisti esprimono preoccupazione che gli Stati Uniti e l'Iran possano entrare in un conflitto prolungato, il che potrebbe avere implicazioni durature per i mercati petroliferi e la stabilità regionale.