In una recente intervista, il presidente Trump ha ribadito di non avere rimpianti riguardo all'inizio della guerra in Iran, affermando che prenderebbe la stessa decisione per prevenire che l'Iran acquisisca armi nucleari. Ha avvertito che un Iran armato di armi nucleari rappresenterebbe una minaccia significativa per Israele e le città statunitensi.
Questa dichiarazione arriva in mezzo a rapporti che suggeriscono che il conflitto potrebbe estendersi oltre il suo attuale mandato, sollevando preoccupazioni nei mercati riguardo alla possibilità di un impegno militare prolungato. Trump ha anche affermato che la guerra si concluderebbe poco dopo le elezioni di metà mandato, nonostante le discussioni in corso sulla sua durata.
Inoltre, gli Stati Uniti stanno intensificando la pressione economica sull'Iran, con il Segretario al Tesoro Scott Bessent che ha annunciato prossime sanzioni contro una grande banca legata all'Iran, che avrebbe facilitato transazioni per 1,8 miliardi di dollari.
Questi sviluppi potrebbero portare a fluttuazioni nei prezzi del petrolio e del gas man mano che la situazione evolve, evidenziando l'interconnessione tra eventi geopolitici e dinamiche di mercato.