Le partecipazioni in obbligazioni municipali del presidente Donald Trump sono aumentate drasticamente, con un totale di oltre 1.000 posizioni valutate tra 300 milioni e 1 miliardo di dollari nel 2026.
Questo include 807 posizioni valutate tra 240,7 milioni e 797,6 milioni di dollari alla fine del 2025, e almeno 243 acquisti aggiuntivi nel 2026 per un valore compreso tra 68,2 milioni e 233,8 milioni di dollari.
Gli analisti, tra cui Justin Marlowe dell'Università di Chicago, notano che un portafoglio così grande somiglia a quello di un fondo istituzionale piuttosto che a quello di un investitore individuale. Gli investimenti di Trump includono obbligazioni legate a varie istituzioni pubbliche, alcune delle quali sono state influenzate da azioni federali intraprese durante la sua presidenza.
Sebbene la Casa Bianca affermi che gli investimenti di Trump siano gestiti da istituzioni finanziarie indipendenti senza il suo input, la natura delle sue partecipazioni solleva interrogativi etici, in particolare quando le politiche federali possono influenzare direttamente la salute finanziaria degli emittenti.
Ad esempio, gli acquisti di obbligazioni di Trump includono quelle legate a centrali elettriche a carbone che hanno beneficiato di esenzioni normative da lui promulgate. Inoltre, il suo portafoglio contiene obbligazioni legate alla sanità, che potrebbero essere influenzate dai tagli alla spesa per Medicaid previsti sotto le politiche della sua amministrazione.
Questa situazione esemplifica l'intreccio tra la ricchezza personale di Trump e il potere esecutivo, suscitando scrutinio da parte di esperti di etica riguardo a potenziali conflitti di interesse nelle sue operazioni finanziarie.