Giovedì, i principali indici azionari statunitensi sono scesi bruscamente mentre il mercato ha iniziato a considerare le implicazioni delle rinnovate ostilità tra gli Stati Uniti e l'Iran.
I futures del Brent Crude hanno superato i 100 dollari al barile, mentre il rendimento del Treasury a 10 anni ha superato il 4,7%, il livello più alto da gennaio 2025, dopo notizie di attacchi a petroliere vicino all'Arabia Saudita.
Questo cambiamento di sentiment ha segnato una partenza dalle settimane precedenti, in cui il mercato azionario aveva in gran parte ignorato il potenziale di un conflitto in escalation. Steve Sosnick, chief strategist di Interactive Brokers, ha osservato che il mercato non poteva più trascurare l'impatto del petrolio a 100 dollari e dell'aumento dei tassi d'interesse.
L'S&P 500 è ora sceso di circa il 2% da quando sono iniziate le operazioni statunitensi il 12 luglio. Gli analisti avevano precedentemente suggerito che il mercato fosse abbastanza resiliente da sopportare gli shock energetici, ma la situazione attuale ha riacceso le preoccupazioni riguardo all'inflazione e alla spesa dei consumatori.
Gli strateghi azionari di JPMorgan hanno consigliato agli investitori di considerare l'acquisto durante i ribassi di mercato causati da tensioni geopolitiche, mentre Sameer Samana di Wells Fargo ha avvertito che il conflitto rinnovato potrebbe portare a un ritiro più significativo delle azioni.
La probabilità di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve è aumentata, con le aspettative per un rialzo la prossima settimana che sono salite a quasi il 38%.
Michael Tanney, CEO di Pereon Wealth, ha sottolineato che prezzi del petrolio sostenuti sopra i 120 dollari potrebbero innescare gravi ripercussioni economiche, indicando che l'attuale volatilità potrebbe avere effetti duraturi sul mercato.