Nestlé, il gigante alimentare svizzero noto per marchi come Nescafé e KitKat, ha annunciato venerdì che sta valutando le implicazioni di un decreto presidenziale russo che pone i suoi asset russi sotto amministrazione esterna temporanea.
Questo decreto, firmato dal presidente Vladimir Putin, è percepito come un passo iniziale verso il trasferimento di questi asset a investitori allineati con il Cremlino. Nestlé ha dichiarato il suo impegno a proteggere i propri diritti e a garantire la continuità aziendale per i propri stakeholder, in particolare i dipendenti. Dopo l'annuncio, le azioni di Nestlé sono scese del 2,2%.
Il decreto colpisce anche altre aziende, tra cui il rivenditore francese Auchan e Lemano Pro, che è l'ex ramo russo di Leroy Merlin. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha chiarito che l'attuale focus è esclusivamente sull'introduzione di una gestione esterna, senza ulteriori decisioni prese finora.
Questa azione fa parte di una tendenza più ampia in cui la Russia ha preso il controllo delle unità locali di varie aziende straniere, tra cui Carlsberg e Danone, dall'inizio del conflitto in Ucraina.
La situazione è ulteriormente complicata dall'adozione da parte della Svizzera delle sanzioni dell'UE contro la Russia, che ha portato a discussioni sullo status di neutralità del paese, con gli elettori svizzeri che dovranno decidere su una proposta per interpretazioni più severe della neutralità entro la fine di questo mese.
La Russia ha criticato la Svizzera per il suo aiuto umanitario all'Ucraina, indicando un cambiamento nelle relazioni diplomatiche.