Il presidente Trump ha indicato il suo sostegno a un divieto di esportazione del diesel come risposta all'aumento dei prezzi dei carburanti, che hanno raggiunto livelli record, colpendo in particolare gli agricoltori in stati chiave come l'Iowa.
L'American Petroleum Institute, guidato dal CEO Mike Sommers, sostiene che un tale divieto aggraverebbe le sfide esistenti nella raffinazione e danneggerebbe i consumatori riducendo l'offerta. Le azioni dei principali raffinatori statunitensi, tra cui Valero, Marathon Petroleum e Phillips 66, hanno già registrato cali in mezzo a queste discussioni.
Il Segretario all'Energia Chris Wright ha osservato che, mentre l'amministrazione sta considerando restrizioni, un divieto totale potrebbe portare a un immediato aumento dei prezzi per benzina e diesel, potenzialmente aumentando i costi di 30 centesimi al gallone.
Gli analisti avvertono che, mentre alcune regioni potrebbero sperimentare un sollievo temporaneo, i prezzi complessivi probabilmente aumenterebbero a causa della riduzione della produzione. La situazione è ulteriormente complicata da fattori geopolitici, come il divieto della Russia sulle esportazioni di diesel, che ha già ristretto l'offerta globale.
La Casa Bianca è sotto pressione da parte dei legislatori repubblicani per agire, ma la fattibilità e le potenziali ripercussioni di un divieto rimangono incerte, con preoccupazioni riguardo a misure di ritorsione da parte di partner commerciali come l'Europa.
L'esito di questa deliberazione potrebbe influenzare significativamente i prezzi dei carburanti e la stabilità del mercato mentre si avvicinano le elezioni.