Nelle prime contrattazioni asiatiche, i futures sul petrolio greggio statunitense per novembre sono aumentati dell'1,3% a 93,62 dollari al barile, mentre il petrolio Brent è aumentato dell'1,8% a 106,31 dollari al barile.
L'aumento dei prezzi del petrolio è attribuito al rifiuto del presidente Trump dell'offerta condizionata dell'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz, un passaggio vitale per le spedizioni di petrolio. Trump ha indicato che prevede che le azioni militari statunitensi contro l'Iran riprendano dopo le prossime elezioni di metà mandato, come riportato dal Wall Street Journal.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva proposto di riaprire lo Stretto e riprendere i negoziati nucleari se fossero state soddisfatte determinate condizioni, tra cui la cessazione dell'aggressione statunitense e la revoca delle sanzioni.
Il rifiuto di Trump di questa proposta, insieme al conflitto in corso iniziato con i bombardamenti aerei statunitensi e israeliani sull'Iran, suggerisce che le tensioni geopolitiche continueranno a influenzare i mercati petroliferi.
La situazione rimane fluida e gli investitori dovrebbero monitorare attentamente gli sviluppi, poiché potrebbero portare a ulteriore volatilità nei prezzi del petrolio.