Martedì, i prezzi del petrolio hanno continuato a salire, con i futures del Brent che sono aumentati dello 0,20% a 97,20 dollari al barile e i futures del West Texas Intermediate degli Stati Uniti che sono saliti dell'1,07% a 92,56 dollari al barile.
Questo aumento segue un fine settimana di attacchi militari tra gli Stati Uniti e l'Iran, dove gli Stati Uniti hanno preso di mira le petroliere iraniane in risposta agli attacchi missilistici contro le navi da guerra della Marina. Il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato queste azioni, definendole un 'crimine di guerra'.
Gli analisti, tra cui David Morrison di Trade Nation, hanno osservato che questi sviluppi rappresentano un'escalation significativa delle tensioni, che potrebbe ostacolare gli sforzi diplomatici riguardo alle capacità nucleari dell'Iran.
Inoltre, Goldman Sachs ha rivisto le sue previsioni sui prezzi per il Brent e il WTI, aumentando le stime di 5 dollari a 85 e 80 dollari al barile, rispettivamente, per dicembre 2026, riflettendo le aspettative di continue interruzioni nella navigazione in Medio Oriente.
La situazione ha anche portato a un aumento dei prezzi del gas, con la possibilità di ulteriori aumenti se le ostilità dovessero continuare. Il clima geopolitico rimane teso, poiché funzionari statunitensi e iraniani si scambiano minacce, indicando che il conflitto potrebbe persistere e influenzare i mercati petroliferi globali fino al 2027.