Un portavoce di Nvidia ha risposto a un rapporto del New York Times che affermava che le agenzie di intelligence americane stavano monitorando Alice Huang, che ha legami con il CEO di Nvidia Jensen Huang, a causa di sospetti che potesse essere una risorsa dei servizi segreti cinesi.
Il portavoce ha chiarito che Alice Huang è associata a Megaspeed, un cliente cloud di Nvidia, e che le interazioni di Jensen Huang con lei sono normali, poiché interagisce annualmente con migliaia di clienti. Il portavoce ha anche respinto l'idea che i clienti potessero accedere ai segreti commerciali di Nvidia o a informazioni sensibili per la sicurezza nazionale.
Il rapporto ha sollevato preoccupazioni riguardo alle precedenti accuse contro Megaspeed di aver aiutato aziende a eludere i controlli all'esportazione statunitensi sui chip AI di Nvidia, che sono vietati per la spedizione in Cina. Nvidia ha dichiarato che queste accuse di diversione sono state approfonditamente investigate e si sono rivelate false lo scorso anno.
Il portavoce ha espresso fiducia che il governo degli Stati Uniti informerebbe Nvidia se ritenesse che un individuo potesse rappresentare una minaccia per l'industria americana.
Questo incidente sottolinea la posizione delicata che Nvidia occupa nella rivalità tecnologica tra Stati Uniti e Cina, specialmente poiché i suoi chip AI sono fondamentali per vari sviluppatori e sono visti come potenziali strumenti per applicazioni militari da parte della Cina.
Nonostante queste tensioni, Nvidia ha mantenuto una relazione con figure politiche statunitensi, incluso l'ex presidente Trump, sostenendo l'approvazione di alcune esportazioni di chip verso la Cina.
Tuttavia, mentre il governo degli Stati Uniti ha autorizzato l'esportazione del chip H200 di Nvidia, i regolatori cinesi hanno bloccato la sua importazione, portando a significativi ammortamenti finanziari per Nvidia, che hanno totalizzato circa 4,5 miliardi di dollari lo scorso anno a causa di chip AI invenduti destinati al mercato cinese.