Da quando il presidente Donald Trump ha dichiarato 'finita' la tregua con l'Iran, entrambe le nazioni hanno intrapreso attacchi militari, aumentando le tensioni geopolitiche. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha condotto dieci notti consecutive di attacchi mirati a degradare le capacità dell'Iran di attaccare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz.
Questa escalation ha portato a un notevole calo del traffico marittimo attraverso lo stretto, con solo 30 navi in transito durante il fine settimana rispetto a oltre 100 al giorno prima degli attacchi.
Nonostante l'assicurazione dell'amministrazione statunitense che lo Stretto rimane aperto e le spedizioni di petrolio continuano sotto protezione militare, la situazione ha portato a un'impennata dei prezzi del petrolio, con il Brent che ha superato i 90 dollari per la prima volta in oltre un mese.
Lo Stretto di Hormuz è cruciale, rappresentando circa il 25% del commercio marittimo di petrolio mondiale, principalmente destinato ai mercati asiatici. Gli analisti, tra cui Amrita Sen di Energy Aspects, avvertono che se le interruzioni dovessero continuare, i prezzi del greggio potrebbero salire a tre cifre a causa dell'esaurimento delle riserve di inventario.
L'Iran mantiene la capacità di rispondere, come dimostrato dai recenti attacchi alla navigazione commerciale, incluso un'imbarcazione operata da Dynacom. Si trova in una situazione difficile senza una chiara via d'uscita, mentre i mediatori regionali propongono una tregua mentre Israele si prepara a una potenziale escalation.
I militanti Houthi hanno anche minacciato di chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb, il che potrebbe ulteriormente mettere a dura prova le forniture globali di petrolio. La combinazione di questi fattori crea un ambiente precario per gli investitori, poiché qualsiasi significativa interruzione nel flusso di petrolio potrebbe avere ampie implicazioni economiche.