Secondo un rapporto dell'Ufficio del Bilancio del Congresso (CBO), la guerra degli Stati Uniti con l'Iran ha comportato costi di circa 38,1 miliardi di dollari fino al 1° agosto, con proiezioni che suggeriscono ulteriori 2 miliardi a 3 miliardi di dollari per ogni mese di conflitto continuato.
La maggior parte di queste spese deriva dalla sostituzione delle munizioni, che ha rappresentato oltre la metà dei costi totali. L'aumento delle ore di volo operative ha contribuito con altri 10,4 miliardi di dollari, mentre l'aumento dei prezzi del carburante ha aggiunto 2,7 miliardi di dollari.
La guerra ha anche avuto un impatto significativo sulle scorte di missili, consumando fino a due terzi degli intercettori di difesa missilistica della nazione dal giugno 2025, principalmente a causa del supporto degli Stati Uniti a Israele contro le minacce iraniane.
Il CBO avverte che il ripristino di questi intercettori potrebbe richiedere almeno cinque anni, anche con un aumento della produzione. Le implicazioni finanziarie della guerra stanno diventando un punto focale nelle prossime elezioni, con i Democratici che evidenziano l'aumento dei costi del carburante e dei beni di consumo legati al conflitto.
Il CBO stima che entro l'inizio del 2027, la guerra avrà aumentato l'inflazione di 0,5 punti percentuali, con i costi energetici che rappresentano un contributo significativo. Attualmente, i prezzi del petrolio greggio negli Stati Uniti hanno superato i 106 dollari al barile, e i prezzi della benzina sono aumentati a una media di 4,33 dollari al gallone a livello nazionale.
Le stime del Pentagono si allineano strettamente con i risultati del CBO, indicando un costo totale di 33,4 miliardi di dollari a fine giugno, che include perdite significative in attrezzature militari e danni alle infrastrutture in diversi paesi del Medio Oriente.
Il conflitto in corso solleva preoccupazioni sulla capacità operativa dell'esercito statunitense e sull'impatto economico più ampio sui consumatori.