L'accordo con l'Iran sembra progredire verso l'implementazione, senza indicazioni di inversione da entrambe le parti. Questo ha portato a un calo dei prezzi del petrolio, con i futures del Brent che sono scesi del 5% a 78,96 dollari al barile, segnando la prima volta che è sceso sotto gli 80 dollari da marzo.
Anche i futures del West Texas Intermediate degli Stati Uniti sono scesi del 5,8% a 76,05 dollari. Si prevede che il previsto allentamento delle sanzioni per l'Iran entri in vigore immediatamente dopo la firma dell'accordo, il che potrebbe ulteriormente influenzare le dinamiche dell'offerta di petrolio.
Nel contempo, il presidente Trump sta sostenendo una risoluzione per la guerra Ucraina-Russia, promettendo supporto all'Ucraina mentre esorta la Russia a negoziare. Questo rinnovato focus sulla politica estera potrebbe non portare risultati immediati, data la complessità del conflitto.
Sul fronte azionario, il Dow Jones Industrial Average ha raggiunto un massimo storico di 51.999,67, trainato da un passaggio dalle azioni tecnologiche a quelle cicliche, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno registrato cali, in particolare nelle azioni dei semiconduttori come Advanced Micro Devices e Micron Technology.
La capitalizzazione di mercato di SpaceX ha superato brevemente quella di Microsoft, raggiungendo 2,94 trilioni di dollari, sebbene alcuni analisti, tra cui Michael Burry, abbiano espresso scetticismo riguardo alla sua valutazione.
Inoltre, Intel ha iniziato la produzione del suo chip più avanzato, 18A-P, il che potrebbe portare a un accordo con Apple, influenzando ulteriormente il settore tecnologico.