Il petrolio Brent si è attestato a 100,69 dollari al barile, segnando un aumento significativo dopo le affermazioni degli Houthi yemeniti riguardo attacchi a petroliere saudite, il che solleva preoccupazioni per interruzioni dell'offerta nella regione.
Questo picco nei prezzi del petrolio ha riacceso timori di inflazione, portando a una svendita di obbligazioni, con il rendimento del Treasury a 10 anni che ha raggiunto il 4,7%, il livello più alto da gennaio 2025.
Il mercato azionario ha reagito negativamente, con l'S&P 500 e il Nasdaq che hanno registrato le loro peggiori performance giornaliere da giugno, scendendo rispettivamente dell'1,2% e del 2,2%. Anche il Dow Jones è sceso di circa l'1%, continuando una tendenza di perdite.
Inoltre, il presidente Trump ha indicato che gli Stati Uniti terranno l'Iran responsabile per ulteriori attacchi, il che potrebbe intensificare le tensioni militari. Sullo sfondo, la Banca Centrale Europea si sta preparando a possibili aumenti dei tassi a causa dei crescenti rischi di inflazione legati ai prezzi del petrolio.
Nel frattempo, il settore tecnologico sta affrontando un controllo sulle spese per l'IA, con le azioni di Alphabet e Tesla che sono diminuite drasticamente, mentre Intel ha riportato una forte crescita dei ricavi, aumentando il suo titolo.
L'articolo menziona anche nuovi dazi imposti dall'amministrazione Trump su vari paesi per violazioni del lavoro forzato, complicando ulteriormente il panorama economico.