A luglio, le vendite al dettaglio in Cina sono cresciute solo dello 0,6% su base annua, mancando l'atteso aumento dell'1,5% e rallentando rispetto alla crescita dell'1% di giugno. Gli investimenti in beni fissi urbani sono diminuiti del 6,7%, peggio del previsto calo del 6%, con gli investimenti nel settore immobiliare in calo del 19,2%.
La produzione industriale è aumentata del 4,5%, al di sotto della previsione del 4,8%, mentre il tasso di disoccupazione urbano è aumentato al 5,2%. Questi dati evidenziano un crescente squilibrio tra domanda e offerta nell'economia, spingendo a richiedere misure fiscali più forti da parte del governo.
Gli analisti, tra cui Zhiwei Zhang di Pinpoint Asset Management, suggeriscono che la Banca Popolare Cinese potrebbe dover ridurre i tassi d'interesse per stimolare la crescita. Goldman Sachs ha osservato che la crescita delle vendite al dettaglio è diminuita drasticamente, attribuendo ciò a un programma di sussidi governativi che ora è diventato un freno al consumo.
Inoltre, i nuovi prestiti bancari sono diminuiti significativamente a luglio, indicando una domanda debole e una riluttanza al prestito in un mercato immobiliare in difficoltà. Un'indagine privata ha indicato un tasso di disoccupazione più ampio del 10,2%, che colpisce particolarmente i giovani, con il tasso ufficiale di disoccupazione giovanile al 14,9%.
Gli investimenti sono stati ostacolati da un prolungato calo del settore immobiliare e da vincoli più severi sul prestito da parte dei governi locali. Nonostante queste sfide, le esportazioni sono aumentate del 23,9% a luglio, sostenute dagli investimenti globali nell'IA, ma il surplus commerciale ha sollevato preoccupazioni riguardo a potenziali restrizioni commerciali da parte di altri paesi.
In generale, i dati suggeriscono che senza risposte politiche efficaci, la ripresa economica della Cina potrebbe affrontare ostacoli significativi.